La leggenda della Regina dei coltelli ad Avigliano in Basilicata

Quando viaggio amo ascoltare storie e racconti del passato, suggestiva la “Leggenda della regina dei Coltelli ad Avigliano” in Basilicata.

In occasione dell’educational tour Viaggio Esperienziale in Basilicata, ho visitato Avigliano. Cittadina raccontata in una precedente short story qui sul blog.

Artigiano e la leggenda dei Coltelli ad Avigliano

Avigliano si annovera come città dell’artigianato. Tra le attività più caratteristiche la Balestra aviglianese. Coltelli come gioielli oggi regali di prestigio che vengono fatti durante i fidanzamenti ufficiali dall’uomo alla donna. Sono coltelli rifiniti accuratamente con la lama intagliata, diversi modelli e diversi disegni. Hanno un certo fascino non solo per la loro storia ma anche per il loro design.

Leggenda della regina dei coltelli ad Avigliano

La storia della regina dei coltelli

Come tutte le storie di un tempo quella che sto per descrivervi inizia così:

C’era una volta un fabbro innamorato…

…cercava moglie ma era povero. Nessuna ragazza del paese accettava la sua corte”. Un rifiuto legato non tanto al fatto che fosse povero ma bensì perché fabbro. Si racconta infatti che in passato i fabbri anche in altri paesi non godevano di molta simpatia. Venivano considerati discendenti di coloro che fecero i chiodi per crocifiggere Cristo. Per tale ragione venivano visti con pregiudizio.

“Per sua fortuna incontrò una ragazza che accettò il suo amore”.  Un’orfana, una donna sola e un po’ sfortunata, bella e buona ma non corteggiata. Nacque tra loro un colpo di fulmine e decisero di sposarsi.

Il feudatario e il coltello aviglianese come difesa

All’epoca il paese era governato da un feudatario, il quale pretendeva che la sposa trascorresse la prima notte al castello. “Secondo l’usanza che i suoi sbirri si affrettarono a ricordare ai due innamorati. Una prepotenza di quelle che la povera gente era costretta a subire”…

L’esigenza fisica davanti a tutto. Il fabbro povero di soldi ma non di idee, non consentì assolutamente a tanto sopruso sulla sua donna così da mortificarne la sua dignità. Quindi iniziò a lavorare alla realizzazione di un coltello dalla lama sottile e micidiale, con il quale la sua donna si sarebbe presentata all’appuntamento con il feudatario.

Si racconta che ” lo nascose tra le pieghe ampie della gonna, tipica del costume aviglianese. E, quando il signorotto pensava di cogliere il frutto proibito, la donna gli inferse un colpo di balestra”… 

Il signorotto si trascinò per strada e morì in un vicolo che oggi porta il nome di “Cavalcavia del Riscatto”. Da quel momento ad Avigliano la balestra divenne coltello d’amore pensato per difendersi e non per offendere. Entrò nella tradizione tipica diventando parte integrante del costume femminile. Fino ai nostri tempi in cui come primo accennato, il fidanzato regala alla fidanza la balestra prima del matrimonio come se fosse un vero e proprio gioiello. Cosa in parte vera poiché questi coltelli sono molto preziosi per i materiali e per la manualità con la quale vengono prodotti, infatti hanno anche un costo importante.

Leggenda della regina dei coltelli ad Avigliano

Le mie sensazioni

Avigliano mi ha letteralmente conquistata ancor di più con questa bellissima leggenda. Ho potuto toccare con mano questi prodotti di artigianato locale impreziositi notevolmente. Quest’esperienza rientrava nel programma dell’educational tour “Viaggio Esperienziale in Basilicata” della quale sono stata partner, grazie all’organizzatrice principale Carmelina Lettieri della Marmo Melandro Viaggi. . Un momento interessante e di arricchimento culturale.

Consiglio vivamente di visitare Avigliano in un prossimo vostro viaggio futuro, se siete amanti delle vecchie tradizioni e realtà incontaminate questa cittadina vi piacerà.

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viaggidelmilione

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