Parco Nazionale del Pollino

Parco Nazionale del Pollino, Gusto Ciaspolata e Trekking

Parco Nazionale del Pollino, Gusto Ciaspolata
 
Parco Nazionale del Pollino Gusto Ciaspolata
Parco Nazionale del Pollino Gusto Ciaspolata
 
Alcuni luoghi danno un senso pieno alla vita, vivendoli e scoprendoli qualcosa ti rimarrà sempre nel cuore: un’emozione unica.
Amo definirli luoghi dell’anima, quelli dalle sensazioni forti, ancora più intense se il viaggio è fatto in gruppo
Dove ti porto oggi?
Si ritorna nel Parco Nazionale del Pollino, la mia seconda casa, per la IV edizione di Gusto, Ciaspolata e Trekking, un week end all’insegna della scoperta di, paesaggi, specie protette, sapori del territorio, il tutto attraverso la condivisione in gruppo e in allegria.
Parco Nazionale del Pollino, Gusto Ciaspolata e Trekking, un piccolo evento territoriale organizzato ogni anno per dare risalto al geoparco più vasto d’Italia, per promuoverlo, per valorizzarlo. 
Normalmente il campo base di questa iniziativa è il piccolo borgo montano di San Severino Lucano, dove si soggiorna, per magiare, dormire e passeggiare, ma non finisce qui…
 
Cosa è accaduto in questi due giorni?
Parole d’ordine: scoperta e divertimento. 
Un gruppo di 35 persone, siamo arrivati a destinazione sabato mattina 15 febbraio, il nostro campo base “l’Agriturismo Bosco Principe” al confine tra San Severino Lucano e Viggianello, due borghi tipici montani del parco. 
Una struttura ricettiva, molta graziosa, panoramica con le vette di fronte, accogliente e calda. Ci mancava ahimè solo la neve che quest’anno si è fatta desiderare, infatti l’abbiamo ricercata il giorno seguente durante l’escursione.
 
 
Parco Nazionale del Pollino – Gusto Ciaspolata – alcuni del gruppo
 
 
Il nostro programma dopo l’arrivo è iniziato con le prime presentazioni, da subito confidenziali e da subito il gruppo si è presentato prestante all’allegria, alla gioia e all’avventura. 
Dall’agriturismo ci spostiamo un pò più vicini a San Severino Lucano per raggiungere un piccolo ristorante di cucina tipica locale montana.
Si tratta del ristorante “La Cittadella”, il proprietario Antonio, di una gentilezza unica, per non parlare del cibo, ottimo.
Una volta seduti a tavola è iniziata da parte di tutti una vera e propria “celebrazione delle pietanze servite” squisitezze a base di prodotti tipici locali, dall’antipasto, ai primi, secondi, contorni, dolci, insomma tutto veramente da assaporare con gusto.
Durante il nostro pranzo, come da rito e come ogni anno, ci ha raggiunti il sindaco di San Severino Lucano Franco Fiore, per darci il suo benvenuto e per scattare la foto ricordo. Un momento sempre molto apprezzato e sentito, emblema del tipo di accoglienza di questa magnifica terra.
Il pranzo è stato parecchio lungo, anche perché oltre a gustare abbiamo riso, cantato, raccontato barzellette, brindato e infine nel piazzale del ristorante abbiamo concluso con una bellissima quadriglia di gruppo. Che dire, come gruppo,di amici e nuovi conoscenti, non ci siamo fatti mancare nulla.
Cosa si fa dopo aver mangiato tanto?
Qualcuno potrebbe rispondermi “fare il pisolino”, ma noi no, per smaltire e per mantenere alta la bandiera del gruppo che non si ferma mai, ci dirigiamo nel borgo di San Severino Lucano, qui tappa fissa ogni anno, la passeggiata sulla strada principale, il negozio di souvenir e prodotti tipici, gli scatti ai due murales e per finire incontro con una delle nostre guide ufficiali del parco, al bar vicino il comune, un bar tipico, antico, retrò da amare così,  perché rappresenta un pò l’idea di come il tempo in questo luogo si sia fermato. E, fermare il tempo, è gradevole, ti permette di ritornare a te stesso, di fermarti un attimo e apprezzare la vita più che mai.(m.milione)
Il tramonto ci abbraccia, fa parecchio freddo anche se non c’è neve, qualcuno beve grappa o amaro al bar, un pò di chiacchiere, un pò di nuove conoscenze di altri turisti sul posto e via…si fa ora di cena.
Come si evince dal nome dell’evento, in questo week end il cibo non manca mai, anzi, è una celebrazione direi quasi sacra, sedersi a tavola, guardarsi, sorridere, raccontare la propria vita e assaporare.
Cosa abbiamo mangiato? Uno dei piatti tipici è un primo fatto di maccheroni con funghi porcini, in realtà li abbiamo mangiati per due giorni, buonissimi e tipici di queste montagne meravigliose, un altro primo molto proposto un pò in tutti i ristoranti una pasta sempre fatta in casa con il sugo di cinghiale, che dire, una bontà.
Per chi vuole sbizzarrirsi con i secondi di carne qui non si scherza, arrosto di maiale a volontà, patate, salumi, formaggi.
Giuro che dopo tanto mangiare, la domenica, non abbiamo rotolato tra le vette!!! 🙂

Gusto Ciaspolata e Trekking: l’escursione della domenica nel Parco Nazionale del Pollino

Sveglia alle 7.30, scarponi da trekking e abbigliamento tecnico, la Guida Ufficiale del Parco, guida Aigae Leonardo Viceconte ci attende al punto di ritrovo, per fare un tratto di strada con le auto per poi iniziare l’escursione. In realtà il gruppo viene accompagnato non solo da Leonardo ma anche da una seconda guida Saverio De Marco, così da avere una maggiore sicurezza e controllo durante la camminata.

Il punto di partenza per il nostro trekking è il Rifugio Pino Loricato, 1537 metri, da qui si parte per raggiungere il Piano Jannace dove un pò di neve che resiste al  sole ci attende. Se ci fosse stata la neve piuttosto che il trekking si sarebbe fatta una ciaspolata, ma le temperature alte di questo inverno hanno modificato in determinate settimane,  i programmi esperienziali in tutta l’area.

Un cammino, spesso in salita, tra alti faggeti, abeti bianchi e muschi. Nei punti più coperti dagli alberi, non raggiungibili dai raggi di sole, la neve ha reso il paesaggio ancora più affascinante.
Durante il tragitto, diversi i colori intorno, da quelli delle foglie secche, della terra bagnata dove la neve si è sciolta, oppure i colori del  fosso jannace con un sentiero che si snoda lungo i bordi del torrente, il quale può essere attraversato mediante ponticini di legno.
Il Parco Nazionale del Pollino regala sempre scorci naturali incontaminati e gelosamente conservati dalla popolazione locale.
Il tratto selvaggio rende questo posto di un fascino ineguagliabile, suscitando intense emozioni in chiunque si trovi a scoprirlo.

Parco Nazionale del Pollino Gusto Ciaspolata
Gli ultimi tratti in salita sembrano non reggerti, ma come sempre quando arrivi su il panorama è un quadro dipinto a cielo aperto, non puoi non meravigliarti per la luce e per i colori.
Quando si arriva su al Pianoro il tempo sembra avere connotati di infinito.
Il gruppo, entusiasta, si avvolge a quella natura, come tutte le escursioni che si rispettino qui si fa un piccolo break prima della discesa, a base di cosa? Salsiccia, formaggio e vino, tutti di produzione locale. Ti sembra assurdo vero? Dovevamo recuperare le forze.:)Qualche foto e qualche video con il drone e alle 12.00 si scende per il rientro, il Rifugio Pino Loricato il nostro punto di arrivo, dove ovviamente abbiamo potuto pranzare in maniera eccellente secondo la cucina tradizionale, anche qui, brindisi, allegria e tutti a ballare la tarantella.

Che dire, un week end emozionante che ha lasciato il segno.
E’ rimasto nel cuore di tutti e a dir il vero il gruppo spera presto di ripetere l’esperienza.

M.Milione


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